Si dice che, dopo la bomba atomica su Hiroshima nel 1945, la prima forma di vita a spuntare in quel paesaggio devastato sia stato un matsutake. Si tratta di uno dei funghi commestibili più preziosi e ricercati dell’Asia: non cresce solo in Giappone dove raggiunge prezzi astronomici, ma anche in varie aree dell’emisfero boreale. Questo fungo dall’odore intenso ed evocativo non può essere coltivato e preferisce crescere su terreni e foreste perturbati dalla presenza umana. Il racconto di Anna Lowenhaupt Tsing – ormai diventato un classico che spazia tra etnografia, antropologia ed ecologia – ruota attorno a questi ricercatissimi funghi, offre approfondimenti e spunti che vanno ben oltre l’ambito micologico, e pone una domanda essenziale: cosa riesce a vivere tra le rovine che abbiamo generato? Il fungo alla fine del mondo esplora angoli inattesi e inconsueti del commercio del matsutake e ci conduce tra buongustai giapponesi, commercianti arricchiti, combattenti hmong, …
Si dice che, dopo la bomba atomica su Hiroshima nel 1945, la prima forma di vita a spuntare in quel paesaggio devastato sia stato un matsutake. Si tratta di uno dei funghi commestibili più preziosi e ricercati dell’Asia: non cresce solo in Giappone dove raggiunge prezzi astronomici, ma anche in varie aree dell’emisfero boreale. Questo fungo dall’odore intenso ed evocativo non può essere coltivato e preferisce crescere su terreni e foreste perturbati dalla presenza umana.
Il racconto di Anna Lowenhaupt Tsing – ormai diventato un classico che spazia tra etnografia, antropologia ed ecologia – ruota attorno a questi ricercatissimi funghi, offre approfondimenti e spunti che vanno ben oltre l’ambito micologico, e pone una domanda essenziale: cosa riesce a vivere tra le rovine che abbiamo generato?
Il fungo alla fine del mondo esplora angoli inattesi e inconsueti del commercio del matsutake e ci conduce tra buongustai giapponesi, commercianti arricchiti, combattenti hmong, guide naturalistiche finlandesi, abitanti della costa pacifica degli Stati Uniti d’America e altro ancora. Compagni di viaggio che ci permettono di perderci e sorprenderci tra ecologie fungine e storie forestali e che ci fanno sperare nella possibilità di una convivenza collaborativa tra specie in un’epoca di massiccia devastazione umana.
Un viaggio tra i popoli e le culture sviluppatisi intorno ai matsutake, dei funghi che prosperano tra le rovine umane. Un immaginario estremamente affascinante che però si contrappone a un costante e inesorabile calo di incisività.
Resta tremendamente affascinante, seppur già vista in testi più incisivi, la critica alla visione individualista della biologia che ha dominato la storia recente.
[ESP] El principal problema que le veo al libro, más allá de que se pone un poco fantasioso en ciertas partes es la escritura. En ciertas partes se me hace muy académico - o sea, excesivamente complejo para lo que quiere contar - y en otras ell uso del matsutake como ejemplo signular de la realidad capitalista, me aporta poco. Tiene partes muy interesantes, como la parte en que habla de los ordenes espontáneos en la naturaleza, pero en general, me parece que podría haber sido mejor enfocado de otra manera.
[ENG] The main problem I see in the book is, more so than the somewhat fastastic outlook it provides in certain parts, the writing. Certain parts are overly academic - meaning excesively complex for what it wants to convey- and in other parts the use of matsutake as a particular example of the reality and workings of capitalism, …
[ESP] El principal problema que le veo al libro, más allá de que se pone un poco fantasioso en ciertas partes es la escritura. En ciertas partes se me hace muy académico - o sea, excesivamente complejo para lo que quiere contar - y en otras ell uso del matsutake como ejemplo signular de la realidad capitalista, me aporta poco.
Tiene partes muy interesantes, como la parte en que habla de los ordenes espontáneos en la naturaleza, pero en general, me parece que podría haber sido mejor enfocado de otra manera.
[ENG] The main problem I see in the book is, more so than the somewhat fastastic outlook it provides in certain parts, the writing. Certain parts are overly academic - meaning excesively complex for what it wants to convey- and in other parts the use of matsutake as a particular example of the reality and workings of capitalism, didn't convey that much.
There are very interesting parts, like the one where shel talks about spontaneous order in nature but, in general, I feel that another approach when writing the book would have benefited it.